L’identità conta nella tv

Siamo abituati in Italia,con continue sfide tra la tv di stato e quella commerciale, ma ci sono differenze abissali, con scopi ben diversi, basta vedere i contenuti dei programmi della Rai per rendersi conto che sono alla frutta, dove non c’è nessuna voglia di avere un target ben preciso tranne in rari casi.

Ci sono enormi differenze con le altre tv di stato in Europa, forse questa continua ricerca degli ascolti, fa dimenticare il ruolo istituzionale che deve avere, programmi come Petrolio su Rai 1 e TG2 Dossier Rai 2, entrambi messi in orari improponibili, per livello culturale e d’informazione meriterebbero la prima serata, ma quel conta sono sempre gli inserzionisti, la pubblicità pesa sulle scelte aziendali favorendo le dirette concorrenti e abbassando il livello qualitativo di ogni programma.

La miriade di programmi televisivi con scopo promozionale abbassa il livello e la credibilità, basta vedere cinque minuti di pubblicità per capire veramente le sorti di quel programma ed è grave.

Passiamo alla tv commerciale che almeno cerca di stare in un mercato complesso ma allo stesso tempo si pone degli obiettivi, ricordiamoci l’ignoranza non dipende dalla televisione ma dalla società in cui viviamo.
Si dovrà sicuramente trovare nuove partnership tra le diverse aziende che caratterizzano questo mercato, ottima la pace siglata tra Sky e Mediaset, magari in futuro si potrebbero aprire nuove strade con delle serie tv, visto che entrambe sono realtà molto importanti, completamente diverse ma il bello sta proprio in questo, solo così si potrà battere la concorrenza di giganti come Netflix e altre gemelle nate da poco su internet come Amazon Prime Video.

Quel che conta sono sempre i contenuti e avere un’identità ben precisa e smetterla di cercare audience a tutti costi.

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